Guide · Le due sponde

Fra due sponde

Chi vive qui non smette di avere una casa là. Passaporti, terra, matrimoni, genitori, contributi, cittadinanza: le cose che riguardano tutti e due i paesi insieme, e su cui in Italia nessuno ti sa rispondere.

Queste pagine non sostituiscono un avvocato, un patronato o il Consolato. Servono a farti capire che un problema esiste e dove andare a risolverlo. Dove non siamo sicuri, te lo diciamo invece di inventare.

1. Se prendi la cittadinanza italiana, cosa succede a quella srilankese

In breveGiurare in Italia fa perdere la cittadinanza srilankese. La Dual Citizenship va valutata prima del giuramento, non dopo.

L'Italia ammette la doppia cittadinanza: dal lato italiano non devi rinunciare a niente. Il problema sta dall'altra parte.

La legge srilankese sulla cittadinanza non ammette automaticamente la doppia cittadinanza: chi acquista volontariamente una cittadinanza straniera perde quella srilankese, a meno che non chieda e ottenga il riconoscimento della Dual Citizenship presso il Department of Immigration & Emigration.

Perdere la cittadinanza srilankese non è un fatto simbolico. Da stranieri cambiano le regole per acquistare e ereditare terra in Sri Lanka, e serve un visto anche solo per tornare a trovare la famiglia. Per chi ha la casa del padre al villaggio, o dei fratelli con cui condivide un terreno, è una decisione che va presa sapendo cosa comporta — non scoperta dopo.

È il momento che moltissime famiglie della comunità stanno vivendo adesso, dopo quindici, venti, trent'anni in Italia.

  1. Prima di giurare, informati sulla Dual Citizenship srilankese: come si chiede, quanto costa, quanto tempo richiede. Va valutata prima, non dopo.
  2. Chiedi conferma delle procedure aggiornate all'Ambasciata dello Sri Lanka in Italia: è l'unica fonte che può dirti come stanno le cose oggi.
  3. Se in Sri Lanka avete terra o casa intestata a più fratelli, parlatene in famiglia prima: il cambio di cittadinanza di uno solo può complicare la gestione di un bene comune.
  4. Fai le due cose in ordine: capisci la posizione srilankese, poi completa il percorso italiano.

Le regole srilankesi sulla doppia cittadinanza e sui costi cambiano nel tempo e sono state sospese e riaperte più volte: verifica sempre sul sito ufficiale dell'immigrazione srilankese e presso l'Ambasciata dello Sri Lanka in Italia.

2. La casa al villaggio e l'ISEE: come non perdere assegno unico e borse di studio

In breveLa casa al villaggio va dichiarata nell'ISEE. Ometterla mette a rischio assegno unico e borse di studio, e obbliga a restituire quanto già ricevuto.

Quasi ogni famiglia srilankese in Italia ha qualcosa in Sri Lanka: un pezzo di terra, la casa dei genitori, una quota divisa con i fratelli. Ed è qui che nasce uno degli errori più costosi e meno conosciuti.

Nella DSU, la dichiarazione da cui nasce l'ISEE, vanno indicati anche gli immobili e i redditi posseduti all'estero. Non è facoltativo e, per chi non è cittadino italiano o comunitario, in genere non basta l'autocertificazione: serve documentazione rilasciata dal paese d'origine, tradotta e legalizzata.

Le conseguenze vanno in due direzioni opposte, ed entrambe fanno male. Chi non dichiara rischia la revoca di assegno unico, bonus e borse di studio, con l'obbligo di restituire quanto ricevuto. Chi dichiara male — per esempio attribuendosi l'intera casa invece della propria quota — si ritrova un ISEE più alto del dovuto e perde agevolazioni a cui avrebbe avuto diritto.

  1. Prima di fare la DSU, metti insieme i documenti dei beni in Sri Lanka: atto di proprietà, quota che ti spetta davvero, eventuale valore stimato.
  2. Fatti dire dal CAF esattamente quali documenti servono nel tuo caso e in che forma: cambiano a seconda del bene e della tua situazione.
  3. Se il bene è in comunione con fratelli o genitori, porta la prova della tua quota: è la differenza fra un ISEE corretto e uno gonfiato.
  4. Fai la DSU nelle prime settimane di gennaio: le sedi sono meno affollate e hai tempo per recuperare eventuali documenti mancanti dallo Sri Lanka, che richiedono settimane.

Regole, soglie e documentazione richiesta per i beni esteri cambiano: fatti seguire da un CAF o da un patronato, che compilano la DSU gratuitamente.

3. I contributi versati in Italia se un giorno torni in Sri Lanka

In breveI contributi versati in Italia restano tuoi anche se torni in Sri Lanka. Il punto di partenza è sempre l'estratto conto INPS.

È la domanda che prima o poi si fanno tutti: «ho versato vent'anni qui, se torno a casa quei soldi che fine fanno?»

Partiamo da quello che è certo. I contributi versati in Italia restano tuoi e non si perdono per il fatto che te ne vai: restano registrati sul tuo estratto conto e valgono ai fini della pensione italiana, che l'INPS può pagare anche a chi risiede all'estero. Non esiste invece, in generale, la possibilità di farseli restituire in contanti al momento della partenza.

C'è però un punto decisivo che non ti diciamo qui, ed è giusto sapere perché. Se i contributi versati in Italia possano essere sommati a quelli versati in Sri Lanka per raggiungere il diritto alla pensione dipende dall'esistenza e dal contenuto di un accordo fra i due paesi. Sulle fonti che abbiamo consultato le informazioni non concordano, e su una cosa del genere una risposta sbagliata può farti prendere una decisione sbagliata sulla tua vecchiaia. Questa è una domanda da fare all'INPS o a un patronato, con il tuo estratto conto in mano.

Preferiamo dirti «vai a chiedere» piuttosto che darti una certezza che non abbiamo.

  1. Scarica il tuo estratto conto contributivo INPS: è il documento da cui parte qualsiasi ragionamento sulla pensione.
  2. Vai da un patronato con l'estratto e chiedi due cose precise: quanti anni di contributi hai davvero, e come funziona il rapporto fra Italia e Sri Lanka nel tuo caso.
  3. Chiedi anche della prosecuzione volontaria: in certe situazioni si possono continuare a versare contributi per non perdere gli anni già maturati.
  4. Se decidi di rientrare, informati prima su come l'INPS paga le pensioni all'estero e sull'attestazione annuale di esistenza in vita: senza quella, i pagamenti si fermano.

Questa è la guida su cui è più importante non fidarsi di un sito: la tua posizione va verificata sul tuo estratto conto, all'INPS o con un patronato.

4. Far valere in Italia un documento srilankese: niente apostille

In breveLo Sri Lanka non è nella convenzione dell'Aja: l'apostille non vale, serve la legalizzazione consolare. Chiedi prima al Comune la forma esatta.

Molti paesi hanno aderito a una convenzione internazionale che permette di far riconoscere un documento all'estero con un solo timbro, l'apostille. Lo Sri Lanka non è fra questi: lo abbiamo verificato sull'elenco ufficiale della Conferenza dell'Aja.

Vuol dire che per un certificato di nascita, di matrimonio o di morte srilankese serve la strada lunga: legalizzazione da parte delle autorità srilankesi, poi legalizzazione da parte dell'Ambasciata d'Italia a Colombo, poi traduzione ufficiale in italiano. Salta un passaggio e il documento, in Italia, semplicemente non esiste.

Le conseguenze si vedono nei momenti peggiori. Un matrimonio celebrato al villaggio e mai trascritto in Italia significa che, per lo Stato italiano, tu non sei sposato: niente ricongiungimento familiare, niente pensione di reversibilità, complicazioni pesanti nella successione.

C'è poi un problema tutto nostro: i nomi. La traslitterazione dal singalese o dal tamil non è mai identica fra passaporto, certificato di nascita e documenti italiani. Una lettera diversa basta a bloccare una pratica per mesi.

  1. Parti dall'Italia: chiedi al Comune o al Consolato esattamente quali documenti servono e in che forma, prima di far muovere qualcuno in Sri Lanka.
  2. Fai fare la legalizzazione in Sri Lanka e poi all'Ambasciata d'Italia a Colombo, nell'ordine giusto. Un parente sul posto può occuparsene con una delega.
  3. Fai fare la traduzione ufficiale in italiano da un traduttore riconosciuto: le traduzioni fatte in casa non vengono accettate.
  4. Controlla che il tuo nome sia scritto allo stesso modo su tutti i documenti. Se ci sono differenze, affrontale subito con un atto di rettifica: dopo, quando serve, è tardi.

Procedure, costi e tempi di legalizzazione cambiano: verifica con l'Ambasciata d'Italia a Colombo, con il Consolato dello Sri Lanka in Italia e con l'ufficio di stato civile del tuo Comune.

5. Rinnovare il passaporto srilankese senza tornare a Colombo

In breveIl passaporto si rinnova dal consolato, senza tornare a Colombo. Muoviti quando mancano ancora dodici mesi alla scadenza.

La prima cosa da sapere è che lo Sri Lanka non «rinnova» i passaporti. Ne emette uno nuovo al posto di quello attuale o scaduto — in inglese new passport in lieu of current / expired passport. È il motivo per cui chi cerca «renewal» sul sito dell'Ambasciata non trova nulla e si convince che si debba tornare in Sri Lanka. Non è così: la domanda si presenta in Italia.

Puoi presentarla all'Ambasciata a Roma o al Consolato Generale a Milano. Il libretto però non viene stampato qui: la pratica va al Department of Immigration and Emigration a Colombo, il passaporto viene prodotto lì e torna in Italia. Per questo i tempi si misurano in settimane, non in giorni.

Cosa serve, in linea generale: il modulo di domanda per adulti K-35A, scaricabile dal sito del Department of Immigration and Emigration; il passaporto attuale in originale con la fotocopia della pagina dei dati e delle eventuali pagine di modifica; fotografie a colori recenti, scattate da meno di tre mesi, viso frontale con entrambe le orecchie visibili, senza occhiali né copricapo; e la tariffa consolare in euro. Se sei cittadino srilankese per registrazione, o hai la doppia cittadinanza, serve anche il certificato originale. La regola pratica dell'Ambasciata è di portare ogni documento in originale più due fotocopie.

Il numero esatto di fotografie, l'importo e l'eventuale obbligo di appuntamento cambiano nel tempo e non sono identici fra Roma e Milano: sono le tre cose da verificare prima di metterti in viaggio, non dopo.

L'errore che costa di più è aspettare la scadenza. In Italia il passaporto valido non serve solo per volare: serve per rinnovare il permesso di soggiorno, e la Questura non accetta una pratica con un documento scaduto. Se il passaporto scade mentre la richiesta è a Colombo, rischi di restare bloccato su entrambi i fronti nello stesso momento. Molte compagnie aeree e diversi paesi, inoltre, pretendono almeno sei mesi di validità residua.

  1. Guarda oggi la data di scadenza del tuo passaporto. Se mancano meno di dodici mesi, muoviti adesso.
  2. Scarica il modulo K-35A dal sito del Department of Immigration and Emigration e compilalo in stampatello, in inglese.
  3. Telefona o scrivi all'Ambasciata a Roma o al Consolato a Milano e fatti confermare numero di foto, tariffa in euro, modalità di pagamento e se serve appuntamento.
  4. Fai le fotografie in uno studio che conosca il formato srilankese: le foto da tessera italiane, con sfondo bianco, vengono spesso respinte.
  5. Prepara originali e due fotocopie di tutto, presentati e conserva la ricevuta: è quella che ti permette di seguire la pratica.
  6. Controlla che il nome sul nuovo passaporto sia scritto esattamente come su permesso di soggiorno, codice fiscale e documenti dei figli. Se cambia una lettera, i problemi arrivano dopo, quando sei allo sportello.
  7. Quando ritiri il nuovo passaporto, conserva quello vecchio: viene restituito annullato e contiene i timbri d'ingresso e i visti, cioè la prova della tua storia in Italia. Serve per la cittadinanza e per ogni pratica in cui devi dimostrare da quanto tempo sei qui.
  8. Porta il nuovo passaporto in Questura al primo rinnovo del permesso, così i dati coincidono.

Moduli, numero di fotografie, tariffe, tempi di consegna e regole sugli appuntamenti cambiano spesso e possono differire fra Roma e Milano: prima di presentarti verifica sul sito dell'Ambasciata dello Sri Lanka a Roma o del Consolato Generale a Milano, oppure telefona.

6. Il primo passaporto per un figlio nato in Italia

In breveUn figlio nato in Italia non è italiano alla nascita. Prima l'atto di nascita al Comune, poi il passaporto srilankese: senza, non può nemmeno viaggiare.

Qui l'errore più diffuso non riguarda il passaporto, ma quello che viene prima. Un bambino nato in Italia da genitori srilankesi non è cittadino italiano. In Italia non esiste lo ius soli: il bambino prende la cittadinanza dei genitori, e potrà chiedere quella italiana solo al compimento dei diciotto anni, dimostrando di aver risieduto qui legalmente e senza interruzioni dalla nascita. Fino ad allora è cittadino srilankese, e per esserlo davvero — sulla carta — c'è un percorso da fare.

Il passaporto è l'ultimo passo, non il primo. Prima servono due registrazioni distinte presso l'Ambasciata, che molti confondono fra loro: la registrazione della nascita e la registrazione della cittadinanza. Sono due pratiche separate, con due moduli diversi e due scadenze diverse.

La registrazione della nascita. Si fa con il modulo B4 e va presentata entro tre mesi dalla nascita. Fra i tre mesi e l'anno si può ancora fare, aggiungendo il modulo B6 con la spiegazione scritta del ritardo. Dopo un anno serve l'autorizzazione del Registrar General a Colombo, e i tempi si allungano molto. Alla fine ottieni il Consular Birth Certificate, il certificato di nascita srilankese del bambino.

La registrazione della cittadinanza. È prevista dal Citizenship Act e va fatta entro un anno dalla nascita, con il modulo Citizenship 1. Oltre quel termine è prevista una penale che cresce con gli anni di ritardo. La pratica viene lavorata dalla Citizenship Division a Colombo e torna tramite l'Ambasciata: il risultato è il Citizenship Registration Certificate. Senza questo certificato il passaporto del bambino non si può chiedere.

Questa è la trappola vera: quel termine di un anno passa nel periodo in cui si dorme di meno e si pensa meno alla burocrazia. Chi se ne accorge quando il bambino ha tre o quattro anni si ritrova con penali, autorizzazioni da Colombo e mesi di attesa — spesso proprio quando servirebbe partire per un funerale o un matrimonio.

Solo a quel punto il passaporto. Per i minori di sedici anni il modulo è il K-LM.35. Servono il Consular Birth Certificate e il Citizenship Registration Certificate, i passaporti di entrambi i genitori con fotocopia della pagina dei dati, il certificato di matrimonio, una lettera di consenso firmata da entrambi i genitori e le fotografie del bambino nel formato srilankese. Di norma entrambi i genitori devono presentarsi. Se il bambino non sa ancora firmare, sul modulo si scrive una parte del suo nome nello spazio della firma: i genitori non devono mettere la propria.

  1. Entro 10 giorni dalla nascita — o direttamente in ospedale entro 3 — fai la denuncia di nascita e ottieni dal Comune l'atto di nascita italiano e il codice fiscale del bambino.
  2. Fai fare una traduzione in inglese dell'atto di nascita italiano: all'Ambasciata serve in una lingua che possano leggere.
  3. Entro tre mesi presenta la registrazione della nascita all'Ambasciata con il modulo B4. Se sei già oltre, aggiungi il B6 e spiega il ritardo per iscritto.
  4. Entro un anno, e senza aspettare l'ultimo mese, presenta la registrazione della cittadinanza con il modulo Citizenship 1. È il passaggio che nessuno ti ricorderà.
  5. Ricevuti i due certificati, presenta la domanda di passaporto con il modulo K-LM.35, entrambi i genitori presenti e la lettera di consenso firmata.
  6. Sul fronte italiano: comunica la nascita alla Questura, iscrivi il bambino all'anagrafe del Comune e al Servizio Sanitario Nazionale, e scegli il pediatra di libera scelta.
  7. Verifica che il nome del bambino sia scritto identico sull'atto italiano, sul certificato consolare e sul passaporto. Una differenza di traslitterazione qui si trascina per tutta la vita del bambino.

Un'ultima cosa sul permesso di soggiorno. Fino ai quattordici anni il bambino è iscritto sul permesso dei genitori; dai quattordici in poi ne ottiene uno proprio — e per averlo serve il passaporto. Anche se non avete in programma di viaggiare, quel documento vi servirà comunque.

Moduli, termini, penali per il ritardo e tariffe sono fissati dalle autorità srilankesi e cambiano: verifica con l'Ambasciata dello Sri Lanka a Roma o con il Consolato Generale a Milano prima di presentare le pratiche. Per la parte italiana — denuncia di nascita, anagrafe, Questura, pediatra — fai riferimento al tuo Comune e alla Questura della tua provincia.

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